Sony RX0 II Recensione

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​sony rx0 ii VERDETTO

DESIGN
​80%
CARATTERISTICHE
​75%
PERFORMANCE
​70%
qualità immagine
​80%
GIUDIZIO COMPLESSIVO

​La Sony RX0 II è a metà tra una compatta e una action cam. Su carta, sembra un modello veramente interessante, ma sul campo presenta parecchie limitazioni, ed il prezzo di fascia alta non è certo un incentivo all’acquisto. 

PUNTEGGIO
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Prezzo 707,00 €

Sony RX0 II fronte

  • Recensione
  • scheda tecnica
  • foto

​Sony RX0 II recensione

La Sony RX0 II è una macchina fotografica a metà tra le compatte e le action cam, con dimensioni molto piccole e capacità elevate sia per fotografia che per video 4k, ma purtroppo, con altrettanti punti deboli e imperfezioni.

Si tratta di un prodotto unico nel suo genere, con forma e dimensioni che ricordano la GoPro, ma con funzionalità di schermo selfie e orientabile in diverse angolazioni a favorirne l’utilizzo anche per vlog e riprese dall’alto e dal basso.

Sono presenti connessioni difficili da trovare nelle altre action cam, ed è disponibile una schiera di accessori dedicati per chi vuole espandere le possibilità di ripresa.

Sony ci tiene ad informare che la RX0 Mark II non è una action cam, noi la riteniamo chiaramente più intenzionata verso la creazione di video piuttosto che per fotografia, da qui il paragone con le action cam più popolari.

Il corpo è inoltre protetto per urti, cadute, immersioni e condizioni estreme, e le dimensioni sono quelle di una action cam, quindi il paragone con le migliori GoPro è praticamente impossibile da evitare.

Ci sono moltissime opzioni di configurazione del menu, ad avvicinarla ai modelli più corposi della linea Sony, ma non è esattamente user friendly quanto una action cam vera e propria.

La caratteristica che più di tutte la rende poco appetibile per sportivi e avventurosi, è l’assenza di stabilizzazione dell'immagine efficace quanto quella delle rivali come la GoPro Hero7, anche se dobbiamo ammetterlo, riuscire ad inserire un sensore Exmor RS da un pollice all’interno di un corpo così piccolo è un’impresa formidabile.

Il prezzo è probabilmente la ragione per cui questa fotocamera non vedrà spiccare le vendite, siamo di fronte ad un investimento molto alto, per un modello che ha una combinazione di caratteristiche abbastanza inusuale.

Tuttavia, alcuni utenti sapranno certamente apprezzare lo sforzo di Sony nell’offrire una macchina completamente innovativa e che forse in futuro potrà fare da pioniere per una nuova generazione di action cam.

Andiamo ora a scoprire per quali tipi di utilizzo questa macchina è progettata, in questa recensione sulla Sony RX0 II.

Design e caratteristiche

La forma è quella tascabile di una GoPro, però meno sottile, è praticamente un cubo di metallo (lega di magnesio) resistente e ben rivestito, con materiali premium e dalla sensazione di solidità.

La fotocamera è impermeabile ed è in grado di resistere ad immersioni fino a 10 metri (standard IPX8), cadute da 2m e pressioni fino a 200kg. Essendo molto spessa, troviamo impossibile infilarla in tasca, quindi è da trasportare nello zaino o borsa.

Nella parte frontale troviamo un obiettivo Zeiss con lunghezza focale equivalente a 24mm e apertura f/4, protetto da vetro resistente. Sul retro c’è il display, costruito in plastica, con meccanismo cerniera per essere orientato in diverse posizioni, anche per scatti selfie e vlog.

Sul profilo del display si trovano 6 pulsanti con i quali controllare le opzioni di scatto e il menu. La qualità dei pulsanti non è eccelsa, il feeling è un po’ meno professionale rispetto al resto del corpo macchina.

Sempre sul retro, a sinistra del display, c’è lo sportello di accesso alle connessioni e schede di memoria microSD, con chiusura impermeabile. Sulla parte superiore troverete il pulsante di accensione e spegnimento, e il pulsante di registrazione.

Una caratteristica che sicuramente separa la RX0 II dalle action cam, è la presenza di un menu veramente molto più completo, tipico di Sony. La visualizzazione su schermo è la stessa che troviamo sulle altre fotocamere compatte come la RX100 o le mirrorless Alpha, con una grande quantità di opzioni e stessa sistemazione delle pagine del menu, che sono in tutto 29.

Il problema è che mentre nelle compatte-mirrorless abbiamo un display da 3 pollici, qui lo spazio per la gestione del menu è di molto inferiore, a compromettere la facilità di utilizzo e a rendere il tutto molto più complicato.

Apprezziamo l’intenzione di Sony di offrire diverse opzioni di scatto e controllo dei parametri di esposizione, che solitamente non troviamo in questo tipo di fotocamera, ma c’è da chiedersi ad esempio quanto utile sia avere a disposizione il fuoco manuale in una macchina fotografica dove manca l’anello di controllo.

In ogni caso, la fotocamera offre opzioni di scatto e registrazione video in automatico che coprono tutte le esigenze, è quindi consigliato utilizzare queste modalità per snellire le operazioni e perdere meno tempo all’interno del menu.

Display

La caratteristica che separa la RX0 II da tutte le altre fotocamere del suo genere è la presenza di un display LCD articolato, utilizzabile da angolazioni alto-basso e per uso selfie. La dimensione del monitor LCD è di 1.5 pollici e 230.400 punti in risoluzione.

Per chi vuole una fotocamera 4K per vlog e video YouTube piccolissima da portare in giro, questa soluzione è unica, ed offre la comodità di poter controllare la composizione dell’immagine mentre si registra se stessi.

Qualità immagine

Un’altra specialità della Sony RX0 II è la presenza del sensore di immagine da 1 pollice, lo stesso che troviamo nella serie RX100, ed il processore di immagini BIONZ X tipico delle fotocamere Sony. La risoluzione qui è da 15.3MP. Per paragone, la GoPro monta sensori di tipo 1/2.3-inch pari a circa un quarto della superficie, il che dà un enorme vantaggio alla RX0 nel catturare la luce e produrre fotografie e video più qualitativi.

In condizioni di luce scarsa, avrete dunque una migliore prestazione del sensore rispetto alle rivali action cam, c’è comunque da ricordare il fatto che un sensore di tipo 1” è molto più piccolo rispetto alle mirrorless APS-C o full frame, quindi tenete conto che quando la luce è poca, ancora sarà difficile ottenere un’immagine di livello professionale.

Con questa piccola fotocamera potrete però scattare in formato RAW, oltre che JPEG, per ottenere maggiore spazio di manovra in fase di post produzione, per recuperare informazioni sulle ombre e sui chiari utilizzando un software di ritocco come Lightroom.

Infatti, consigliamo proprio di utilizzare la funzione RAW proprio perché la qualità JPEG non è eccezionale. Basterà infatti aprire un file JPEG in Lightroom o Photoshop per scoprire abbastanza in fretta che le capacità di manipolazione sono limitate, con un bel po’ di rumore digitale a comparire non appena inizierete a lavorare sui livelli di esposizione.

In condizioni di luce abbondante, la qualità fotografica è molto buona, i toni della pelle sono naturali, se paragonata ai migliori smartphone troverete che le fotografie sono molto meno elaborate digitalmente e in generale più pulite nel dettaglio.

Nel reparto della qualità immagine, va detto che sentiamo la mancanza della stabilizzazione, perchè non appena avremo da fotografare in condizioni di luce non ottimale, la fotocamera non può far altro che aumentare i livelli di ISO.

Non si potranno aumentare i tempi di esposizione, a meno che non si abbia a disposizione un treppiede. Anche il fatto di avere una apertura massima del diaframma f/4 non è d’aiuto.

L’ottica Zeiss Tessar è da 24mm, un angolo di visione che va bene per grandangolo, senza troppa distorsione e senza effetto fish-eye, dal look naturale. Questo è un piccolo vantaggio rispetto alle GoPro che montano obiettivi da 17mm equivalenti ad introdurre un po’ di distorsione nell’immagine catturata a piena risoluzione.

Performance 

All’interno del menu della fotocamera si trova un’opzione per attivare la funzione di SteadyShot, ma quando rivediamo il girato ci renderemo conto che la stabilizzazione è praticamente inesistente.

Per questo consigliamo, a chi è decisamente convinto nell’acquistare questa fotocamera, di considerare anche uno stabilizzatore gimbal dedicato.

A quel punto sarà però più intelligente considerare, tra le nuove soluzioni disponibili, una action cam con funzionalità HyperSmooth come la GoPro Hero7 oppure un prodotto come il DJI Osmo Pocket che ha un gimbal meccanico integrato.

Sebbene la Sony RX0 II sia piena di soluzioni che la vogliono avvicinare alle fotocamere più grandi come la Sony A7, poiché contiene numerose opzioni di controllo dell’immagine, l’utente farà fatica a prendere vantaggio di queste funzionalità, perché difficili da selezionare utilizzando il piccolo corpo macchina, il piccolo schermo e i pochi pulsanti disponibili.

In modalità automatica, come per le altre fotocamere Sony, abbiamo un sistema di messa a fuoco intelligente, con riconoscimento dell’occhio (EYE AF) per mettere a fuoco correttamente il soggetto in posa. La velocità di scatto continuo è di 16 fps.

Video

A parte la mancanza di stabilizzazione, che la rende poco appetibile per utilizzatori vlog e per sport estremi, la qualità immagine della sezione video è senza dubbio molto buona. Montatela su di un treppiede o su di uno stabilizzatore gimbal, ed avrete a disposizione video 4K Ultra HD di ottima qualità con lettura completa dei pixel su tutta la superficie del sensore senza pixel binning.  

Quando aprite lo sportellino che nasconde e protegge le connessioni, avrete a disposizione un’entrata microfono per aggiungere qualità audio ai vostri vlog. E c’è anche una connessione HDMI per poter collegare un registratore esterno sul quale mandare un segnale 4:2:2.

Con la modalità HFR di Sony, potrete catturare momenti d’azione a 960 fps per un video super slow motion (senza sonoro). Dopo aver catturato il video, dovrete aspettare qualche secondo mentre la fotocamera processa il video.

Sono presenti i profili immagine s-log (picture profile) per poter registrare video a gamma dinamica estesa per poi agire sulla color grading e color correction in post. Questo è sicuramente un vantaggio rispetto alle altre fotocamere di questa dimensione, poiché permette di utilizzare la RX0 II anche per produzioni video di un certo calibro, non solo per gite all’aperto.

Connettività

Sul corpo macchina troviamo un ingresso micro-USB, uno slot per microSD, jack per microfono 3.5mm, e micro-HDMI. Avremmo preferito che la connessione USB fosse di tipo C, d’altronde questo è lo standard degli ultimi anni, ma non è un grosso problema.

Per quanto riguarda le connessioni wireless con dispositivo mobile, abbiamo il WiFi e il Bluetooth, con le quali è possibile controllare certi parametri tramite applicazione per smartphone. È inoltre possibile comandare più di una fotocamera, utile per produzioni video multicamera.

Autonomia

L’autonomia della Sony RX0 Mark II è alquanto limitata, potrete utilizzarla per circa un’ora. È possibile rimuovere la batteria, per chi ha voglia di acquistarne di scorta, oppure è possibile ricaricare la camera direttamente tramite la presa USB sul corpo macchina.

Sony RX0 II  opinioni

Sony ha creato la nuova RX0 per dare un’alternativa ai videomaker che vogliono migliore qualità immagine di una action cam, con la comodità delle piccole dimensioni, ma a nostro avviso questo prodotto non riesce nell’intenzione di dare una soluzione conveniente, o meglio non ancora.

Le nuove soluzioni da parte di GoPro, DJI (come Osmo Action) o altre marche simili sono semplicemente molto più appetibili e dal prezzo molto inferiore.

Dall’altra parte, per chi è in cerca di una fotocamera per video e slow motion, la schiera delle compatte con sensori da 1” e mirrorless presenti sul mercato rendono poco sensato l’investimento nella RX0 II, che siede in mezzo tra le compatte e le action cam e fa fatica ad accontentare entrambe le categorie, per una ragione o per l’altra.

Aspettiamo i prossimi modelli della ultracompatta waterproof (se ce ne saranno) e rimaniamo in attesa di vedere dove la tecnologia potrà spingere le fotocamere RX0.

IN SINTESI

Pro

  • ​Alta qualità video
  • Display orientabile

Contro

  • ​Assenza di stabilizzazione
  • Prezzo di fascia alta
  • Poco competitiva rispetto alla concorrenza
  • Autonomia limitata
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