panasonic gx9 recensione Mirrorless

Panasonic Lumix GX9 Recensione


Panasonic Lumix GX9 verdetto

design 75%
caratteristiche 70%
performance 75%
qualità immagine 80%
Giudizio complessivo

Se cercate una piccola mirrorless con buona qualità fotografica e video 4k di qualità, la GX9 è una scelta valida. Buone prestazioni e buona qualità costruttiva, tuttavia, per certi versi resta indietro ad alcune rivali Olympus e Fujifilm, che nello stesso range di prezzo, offrono caratteristiche per alcuni versi più interessanti.

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Prezzo EUR 769,90

panasonic lumix gx9

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La Panasonic Lumix GX9 si inserisce nella gamma assieme a GX8 e GX80 e viene definita come una fotocamera premium per la street photography

Tra le novità, troviamo un corpo ridisegnato, nuovi stili fotografici e la marcatura fotografica nella modalità foto 4K a 30 fps, che rileva i movimenti e / o i volti in una sequenza e li contrassegna per aiutarci a trovare lo scatto migliore.

Tecnicamente, la G9 monta un sensore micro quattro terzi da 20,3 megapixel senza filtro passa-basso, il che significa immagini più nitide, doppia stabilizzazione Panasonic a 5 assi, dove è possibile fino a 6,5 stop di stabilizzazione (a seconda dell'obiettivo in uso), mirino EVF inclinabile con ingrandimento di 0,7x e risoluzione di 2,76 milioni di punti, display touchscreen da 3 pollici da 1,24 milioni di punti di risoluzione, video 4K fino a 30 fps e video FHD fino a 60 fps in formato AVCHD.

La Panasonic GX9 si concentra quindi sulla riduzione delle dimensioni e del prezzo, includendo diverse novità su alcuni fronti, ma restando tuttavia indietro su altri.

Scopriamo nel dettaglio la macchina in questa recensione sulla Panasonic GX9.

Design e caratteristiche 

La GX9 è molto simile alla GX80 e vanta una qualità costruttiva generale buona, con una forma rettangolare semplice ma funzionale. Tuttavia, la prima differenza tra le due, è che con la GX9, il corpo non è tropicalizzato.

La GX9 può utilizzare qualsiasi obiettivo progettato per il sistema micro quattro terzi, con una vasta gamma di opzioni da Panasonic, Olympus e una serie di terze parti, il che la rende quindi una macchina molto versatile.

Il mirino, il flash e la slitta si trovano all'interno di una piastra superiore piatta, mentre la parte frontale è ben strutturata ed offre un’ottima presa solida in mano.

L’inserimento del flash, della slitta e del mirino in un corpo così compatto, assieme ad una moltitudine di quadranti e pulsanti, è stata un'impresa ardua, eppure sembra molto ben riuscita. Panasonic è infatti riuscita a sfruttato al meglio gli spazi sul corpo della fotocamera, rendendo la disposizione degli elementi ben ordinata.

Tra le novità, abbiamo una nuova leva della modalità di messa a fuoco, in cui è possibile scegliere tra messa a fuoco manuale, AF singola o AF continuo, e visto che si propone come fotocamera di strada, l'accesso rapido al controllo della messa a fuoco è un elemento molto importante.

Il quadrante di compensazione dell'esposizione, è sotto il quadrante della modalità di ripresa, offrendo un accesso rapido a questo tipo di controllo, con incrementi in stop di 1/3 fino a ± 3EV.

Oltre al nuovo quadrante di compensazione dell'esposizione, abbiamo due manopole per le modifiche all'esposizione, per lo zoom e lo scorrimento delle immagini in riproduzione.

La GX9 offre quindi diversi controlli manuali ed un accesso rapido a diverse impostazioni, combinazione che potrebbe sorprendere piacevolmente anche i fotografi esperti amanti del manuale.

Tra le novità che possono non piacere, il touchscreen viene utilizzato per selezionare il punto di messa a fuoco, anche quando si utilizza il mirino, ma nel caso volessimo fare diversamente, non c'è un controllo fisico che permette di spostare il punto di messa a fuoco.

L’unico modo per farlo è premere i tasti sinistra e giù a turno e quindi usare il D-pad, una soluzione piuttosto goffa e macchinosa. Volendo, è possibile riconfigurare il D-pad per spostare direttamente l'area AF, ma diventa poi necessario riassegnare le sue funzioni altrove.

I menu sono chiari e ben organizzati, e nel complesso, la configurazione di default “out of the box” è buona, tuttavia, volendo uscire da questa impostazione standard, si scoprono alcuni limiti, il che può far storcere il naso, vista l’ampia presenza di controlli fisici (che sarebbe bello poter usare appieno).

Per le immagini fisse, è possibile scegliere tra otturatore meccanico ed elettronico. Quest'ultimo opera silenziosamente, il che è un vantaggio per i fotografi di strada che vogliono fotografare senza attirare l'attenzione.

L’otturatore elettronico ha una velocità massima di 1/16000 sec ed è più veloce dell'otturatore meccanico, caratteristica che porta con sé un vantaggio pratico, ad esempio quando si scatta con gli obiettivi con diaframmi più larghi con l'impostazione di sensibilità nativa più bassa di ISO 200, dove c'è troppa luce per l'otturatore meccanico.

Per contro, l’otturatore meccanico, anche se più silenzioso e più stabile, arriva ad un massimo di 1/4 di secondo con X-sync a 1/200 di secondo, mentre la GX8 precedente arrivava a 1 / 8000 di secondo.

Display e mirino

La GX9 utilizza lo stesso mirino LCD della GX80, un EVF da 2,76 milioni di punti di risoluzione, rapporto di visualizzazione 16:9 e ingrandimento di 0,7x, ma in un alloggiamento inclinabile che consente di ruotarlo verso l'alto di 80°, una funzionalità considerata molto preziosa da diversi fotografi.

Anziché però utilizzare pixel rossi, verdi e blu separati nel pannello, visualizza le immagini in rosso, verde e blu in rapida successione, ed il risultato è una più convincente illusione di un display a colori.

Il formato 16:9 è ottimo per la registrazione di video ed offre una visione ampia, ma quando scattiamo foto nel formato 4:3 nativo del sensore, l'area del display effettivamente utilizzata diminuisce in modo significativo, dando un ingrandimento di circa 0,6 volte.

Rispetto alla GX8 è importante passo indietro. Il mirino è buono di per sé, ma esistono indubbiamente mirrorless con mirini molto migliori, vedi qui la classifica delle mirrorless con EVF.

Sotto il mirino, il display LCD da 1240 kp è veramente molto bello, con il plus di potersi inclinare su e giù per scattare in angoli differenti. Inclinando lo schermo, si spegne il sensore dell'occhio del mirino, il che rende più facile le riprese a livello della vita.

Il touchscreen rimane in gioco per la messa a fuoco tattile anche quando si utilizza il mirino e funziona molto bene.

Qualità immagine

La GX9 ha una gamma di sensibilità da ISO 200 a ISO 25.600, la quale può essere estesa fino a ISO 100 e nel complesso, le immagini appaiono di qualità e ben nitide fino a ISO 1600.

Il sensore micro quattro terzi da 20.3 MP, arriva a produrre immagini da 5184 x 3888 pixel, abbastanza grandi quindi anche per le stampe in formato A3.

Non è presente il filtro passa-basso, abbastanza comune di questi tempi, con il risultato che la qualità immagine finale risulta leggermente più nitida.

La risoluzione non è tendenzialmente un problema nella maggior parte delle fotocamere micro quattro terzi moderne, inoltre, il controllo della profondità di campo è meno di un problema, specialmente data la varietà degli obiettivi ad apertura rapida tra cui scegliere.

La sfida più grande è sulle situazioni di luce scarsa, dove la camera ed il sensore mostrano segni di debolezza. In questo senso, massimizzare l'assunzione di luce è una condizione chiave per ottenere immagini di qualità nella GX9.

Per aiutare in questo aspetto, sono disponibili due opzioni. Una modalità HDR, che funziona combinando più esposizioni per un'immagine finale con più dettagli tonali e l'eccellente stabilizzazione dell'immagine, che consente di utilizzare una velocità dell'otturatore più lenta (e quindi massimizzare l'assorbimento della luce), pur godendo di risultati nitidi.

La GX9 offre inoltre molti stili fotografici e modalità di scatto tra cui scegliere, è possibile scattare fino a 9 fps (AF singola) o 6 fps (AF continuo) nello scatto a raffica e sono incluse le modalità Time-lapse Shot, Stop Motion Animation, HDR (solo in modalità JPEG) e Multi Exposure.

Tra le novità interessanti, troviamo la modalità Post Focus, dove la fotocamera scatta diverse foto scansionando l'intera gamma di messa a fuoco della scena, compilando queste foto in un breve video clip. È possibile quindi selezionare qualsiasi fotogramma da questo clip o unirli insieme per massimizzare le aree nitide.

È altresì possibile estrarre qualsiasi fotogramma singolo da sequenze girate in 4K a 30 fps come immagine fissa indipendente.

Una volta che è stata effettuata l'acquisizione di una foto 4K, la fotocamera può cercare la priorità del viso o del movimento (o automatica) all'interno della funzione di marcatura automatica, per trovare rapidamente lo scatto migliore. In caso contrario, la linea temporale nella parte superiore dello schermo può essere spostata su fotogrammi specifici a nostra scelta.

Parlando di rumore, come accennato, le immagini appaiono nitide fino a ISO 1600, con un dettaglio tuttavia piuttosto nitido fino a ISO 3200. Tuttavia, le aree in ombra mostrano un più evidente declino della qualità ed un rumore più evidente.

La qualità dell'immagine in condizioni di scarsa illuminazione (utilizzando impostazioni ISO elevate), resta sempre la trappola dei sensori micro quattro terzi, se messa a confronto con i più grandi formati APS-C e full-frame. Tuttavia, è bene puntualizzare che stiamo parlando di un problema che tocca solo chi ha intenzione di stampare le immagini in grande formato e chi va alla ricerca del pixel ingrandendo i file. Per tutti gli altri, è un problema che (praticamente) non sussiste.

La stabilizzazione dell'immagine fornisce tuttavia fino a 6.5 f-stop (EV) di stabilizzazione, il che significa che è possibile utilizzare le impostazioni ISO più basse (dove la qualità è migliore) in più situazioni.

A seconda dell'obiettivo in uso, la stabilizzazione copre praticamente l'intera gamma ISO nativa a 7 stop. In questo modo è possibile scattare a mano a ISO 200 senza vedere il movimento della fotocamera, quando sarebbe necessario scattare a ISO 12.800 utilizzando una fotocamera non stabilizzata di formato più grande. Il tutto, ovviamente, con tempi di posa più lenti.

Performance 

La GX9 è una mirrorless sorprendentemente veloce. Accensione, elaborazione immagine, visualizzazione immagini, scorrimento menu, funzione touch, AF. Tutto funziona in modo fluido e con grande efficienza, il che la rende una fotocamera veramente piacevole da usare.

La GX9 ha un sistema di Autofocus a rilevamento di contrasto a 49 punti, i quali coprono un'ampia area di inquadratura, caratteristica che offre quindi una certa flessibilità per l'AF fuori centro.

Il touchscreen funziona molto bene per la messa a fuoco automatica. È presente un AF automatico, oltre a un AF personalizzato in cui è possibile selezionare al tocco la posizione del fotogramma che si vuole mettere a fuoco, coprendo fino a 13 punti AF in una volta sola.

L'AF a punto singolo copre qualsiasi punto dell'inquadratura, mentre l'AF Pinpoint è probabilmente la modalità AF più comoda per la messa a fuoco generale. È più preciso di altre modalità AF per la selezione di un soggetto specifico, mentre è possibile vedere un istogramma del punto selezionato sullo schermo, il che è una funzione davvero utile per assicurarsi che l'esposizione sia precisa per il soggetto a fuoco.

Al primo tocco sullo schermo, si ottiene inoltre anche l'ingrandimento della messa a fuoco.

Infine, è presente il rilevamento automatico della messa a fuoco e il rilevamento dei volti. 

Panasonic ha introdotto inoltre una particolare funzione sull'autofocus, la quale ha l’obiettivo di prevenire la falsa messa a fuoco. Il risultato in effetti, è una messa a fuoco automatica migliorata sugli oggetti in movimento, più precisa nell'ignorare oggetti che si intersecano lungo il percorso in quadrato.

Per quanto riguarda la stabilizzazione dell'immagine, la GX9 arriva fino a 6.5 stop come sulla ben più capace (e costosa) Olympus OM-D E-M1 Mark II, tuttavia, la tecnologia di stabilizzazione di Panasonic, non è allo stesso livello di Olympus.

Video 

La GX9 è anche una videocamera molto capace, in grado di filmare 720p a 25 o 30p, 1080p a 25, 30, 50 o 60p o 4k UHD a 24, 25 o 30p.

L'autofocus utilizza lo stesso sistema basato sul contrasto e i film a 720p o 1080p prendono l'intera larghezza del sensore, mentre i filmati in 4K sono ritagliati. Il campo visivo 4k si sviluppa intorno a un crop di 1,26x orizzontalmente rispetto a 1080p (come sulla GX8 precedente), ma più severo rispetto al crop 1.1x sulle Lumix da 16 Megapixel, ad eccezione della Lumix G9 o delle GH5 e GH5S che evitano il ritaglio in qualsiasi modalità.

L'audio viene registrato tramite i microfoni incorporati e, a differenza della GX8, i film possono sfruttare la stabilizzazione del sensore con l'opzione di una stabilizzazione digitale aggiuntiva.

Connettività

La Panasonic GX9 è dotata di connessione WiFi e Bluetooth, il quale consuma meno energia del Wi-Fi e ci permette di controllare e condividere le immagini da remoto utilizzando uno smartphone tramite l'app di immagine Panasonic.

Il trasferimento delle immagini ed il controllo remoto completo con visualizzazione live richiedono che il telefono sia connesso tramite Wi-Fi, mentre l'app consente alcune funzionalità di base anche con il solo Bluetooth, le quali includono una semplice schermata di controllo remoto dell'otturatore che consente di scattare da remoto o avviare e interrompere un video con il telefono.

La GX9 è inoltre dotata di porte Micro USB e Mini HDMI, anche se purtroppo ha perso l'entrata microfono che avevamo sulla GX8.

Autonomia

Tra gli aspetti meno piacevoli della GX9, la limitata autonomia è uno dei primi. La durata della batteria è di appena 260 scatti e 250 scatti con l'EVF (aggiungendo qualche video, si scende tranquillamente a 200).

Il compromesso per avere un corpo compatto, è inevitabilmente una dimensione limitata della batteria, tuttavia, la altrettanto compatta X-E3 di Fujifilm, supera la GX9 di ben 90 scatti.

È tuttavia presenta una modalità risparmio energetico che porta l’autonomia ad una capacità di 900 scatti, che funziona mettendo la fotocamera in modalità di sospensione quando rimane inattiva per più di un secondo. Per riattivarla, basta fare una mezza pressione del pulsante di scatto..

La fotocamera si carica tramite USB e viene fornita con un adattatore CA.

Panasonic GX9 opinioni

La Panasonic GX9 è indubbiamente una mirrorless di buona qualità. Compatta, ricca di controlli esterni, con solide specifiche tecniche e in grado di produrre immagini JPEG notevoli, tuttavia, a (quasi) parità di prezzo, la Panasonic Lumix G80, resta a nostro avviso una scelta preferibile e tra le migliori mirrorless sul mercato.

La GX9 è poco immediata sui controlli, specialmente se si desidera poter modificare le impostazioni mentre si guarda attraverso il mirino. Positiva l'aggiunta di un controllo di compensazione dell'esposizione dedicato, ma è un peccato che non sia stato semplicemente fatto un uso migliore dei quadranti già presenti sulla GX80.

Poco convincente anche l'EVF 16:9, che purtroppo non corrisponde al formato 4:3 nativo del sensore, aspetto che inevitabilmente si ripercuote su visualizzazione e risultato finale.

Nuovamente, la GX9 racchiude un sacco di tecnologia in un corpo piccolo e ad un prezzo allettante. È una macchina capace ed è compatibile con una vasta gamma di obiettivi Micro Quattro Terzi sia di Panasonic che di Olympus, Samyang e Sigma, tuttavia, sembra non meritare appieno l’aggettivo di “premium” con cui Panasonic ha voluto introdurla. Non ci sono dubbi sul fatto che Panasonic, sappia fare di meglio.

IN SINTESI

Pro

  • Design compatto più pratico delle concorrenti in stile SLR
  • Stabilizzazione integrata per risultati più nitidi
  • Flash integrato
  • Otturatore silenzioso
  • Connettività Bluetooth e Wi-Fi eccellente

Contro

  • Selezione AF poco pratica
  • Mirino con rapporto 16:9
  • Corpo non tropicalizzato
  • Impostazioni predefinite scomode per l’utilizzo con mirino

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