come fotografare il cibo Guide e Tutorial

Come fotografare il cibo: attrezzatura, obiettivi, location, tecniche e impostazioni – la guida definitiva


La food photography è sicuramente uno dei generi più in voga del momento. Ma fotografare il cibo nasconde alcune insidie e per ottenere scatti professionali bisogna conoscere i trucchi del mestiere. Ecco una guida completa su come fotografare il cibo, con indicazioni su attrezzatura, composizione, tecniche, editing e 5 esempi che vi faranno venire l’acquolina in bocca.

Online e sulle riviste il cibo è uno dei soggetti preferiti degli ultimi tempi. Tra programmi televisivi dedicati alla cucina, una crescente attenzione alla corretta alimentazione e un diffuso interesse per tutto ciò che è biologico, vegetariano, vegano o sano in generale, il cibo e l’industria del food sono protagonisti indiscussi della nostra quotidianità.

Fotografare il cibo è un’arte. Realizzare fantastiche immagini di piatti succulenti che dicano “mangiami” richiede abilità, tecnica e creatività e, per evitare risultati disastrosi, è meglio essere preparati. Vediamo allora come fotografare il cibo. Quella che segue è una guida completa con utili suggerimenti su attrezzatura, composizione, styling, tecniche fotografiche e postproduzione.

Attrezzatura: cosa serve per fotografare il cibo

Cominciamo dal lato concreto: quali sono gli strumenti necessari per realizzare scatti di qualità? Con la diffusione di tablet e smartphone e a causa dell’enorme successo di Instagram si tende a pensare che chiunque possieda un dispositivo mobile possa produrre immagini eccezionali. Può essere vero in alcuni contesti, ma se volete degli scatti che possano essere considerati professionali è necessario avere un minimo di attrezzatura di base.

  • Fotocamera: una DSLR o una mirrorless, anche entry-level, sono sicuramente la scelta migliore. La presenza di controlli manuali e obiettivi intercambiabili consentono un controllo totale sui parametri di scatto e una maggiore versatilità rispetto a una compatta o a uno smartphone. Senza contare che la qualità immagine è mediamente superiore e le immagini risultanti sono nettamente migliori. Un esempio di reflex entry-level dal prezzo molto accessibile è la Canon EOS 1300D, mentre chi vuole optare per una full-frame di fascia alta può considerare la Nikon D750;
  • Obiettivi: per fotografare il cibo non servono focali particolarmente corte o lunghe. Per questo genere di fotografia sono molto utilizzati obiettivi medio-tele o teleobiettivi che permettono di avvicinarsi al soggetto e registrare i dettagli. Inoltre è preferibile una lente luminosa, almeno con f/2.8, per gestire al meglio le condizioni di scarsa illuminazione e realizzare creativi effetti sfocati. Un’opzione economica è il classico 50mm 1.8, più professionale invece il Pentax 50-135mm f/2.8;
  • Treppiede: per ottenere foto non mosse è fondamentale ridurre al minimo le vibrazioni della fotocamera. Munirsi di un treppiede è dunque caldamente consigliato per questo tipo di fotografia, un accessorio molto utile anche per avere entrambe le mani libere e dedicarsi alla composizione. Tra i tanti in commercio, segnaliamo il Manfrotto MT190XPRO3, dotato di un comodo braccio per scattare dall’alto;
  • Pannelli riflettenti: un pannello riflettente non è altro che una superficie in grado di riflettere la luce, da posizionare di fronte alla vostra sorgente per illuminare al meglio il soggetto, eliminando eventuali zone d’ombra indesiderate. Se ne trovano a prezzi modici di diversi modelli e dimensioni, utile la soluzione 5 in 1 con 3 diverse superfici riflettenti, una per diffondere la luce e una per assorbirla;
  • Luci artificiali: per la fotografia food l’ideale è utilizzare la luce naturale. In mancanza di finestre di grandi dimensioni, però, può essere necessario dotarsi di luci da studio con softbox che vadano a sostituirle simulando una luce naturale diffusa. Un esempio: Kit Neewer 700W;
  • Flash: concludiamo con un elemento da NON usare. Non fatevi ingannare: il flash integrato della vostra fotocamera, in questo caso, è controproducente. Appiattisce l’immagine, crea ombre innaturali, distorce i colori e dà al cibo un aspetto artefatto e poco appetibile. Evitate di usarlo.

Location: dove, come e quando è meglio fotografare il cibo

Nella food photography il fattore che più incide sul risultato finale è la luce. Una luce naturale indiretta è la condizione ideale: una zona d’ombra in un giorno di sole è ciò a cui aspira il fotografo consapevole, perché illumina il cibo senza alterarne i colori. Che siate all’interno o all’esterno, dunque, meglio evitare di posizionare il cibo direttamente sotto la sorgente di luce. La luce diretta del sole genera fastidiose ombre e tende a scaldare troppo i colori facendoli virare verso il giallo. Se la foto sembra troppo scura non allarmatevi: aumentando la luminosità in postproduzione si ottengono risultati migliori che diminuendola.

Se scattate in interni (cosa molto probabile) la situazione ottimale è allestire un set vicino a una finestra (da cui non entrino direttamente i raggi del sole) e scattare nelle ore centrali della giornata. Se dalle vostre finestre entra solo luce diretta potete aggirare il problema coprendole con un lenzuolo bianco: diffonde la luce e non distorce i colori.

Per quanto riguarda la posizione, l’ideale è che la luce arrivi in modo laterale. Se la sorgente è alle vostre spalle si creeranno spiacevoli ombre che andranno a oscurare il soggetto. Per sperimentare effetti originali potete invece retroilluminare il cibo illuminandolo da dietro e da sopra.

Per chi scatta in uno studio professionale dove per qualche ragione non è possibile sfruttare la luce naturale, sarà necessario utilizzare luci artificiali, softbox e ombrelli. Se pensate a questi strumenti come a dei sostituti delle finestre di casa, basterà seguire quanto detto finora e ricreare un’ambientazione domestica sarà molto semplice.

Infine, come abbiamo già accennato, non usate il flash. Mai. Neanche in condizioni di luce scarsa. Il flash altera i colori, crea riflessi e ombre innaturali, rende l’immagine piatta e dà al cibo un aspetto quasi surreale.

Impostazioni: i settaggi corretti per ottenere scatti di qualità

La fotografia food si può fare in situazioni anche molto diverse tra loro che richiedono parametri di scatto differenti. Ci sono però alcuni accorgimenti di settaggio che è bene avere a mente quando ci si approccia a questo genere di fotografia.

  • Modalità di scatto: per avere un pieno controllo su tutte le impostazioni la modalità Manuale è l’opzione migliore. In alternativa, per fotografare il cibo spesso si utilizza la modalità a Priorità di Apertura, dove si imposta il valore del diaframma e la fotocamera regola di conseguenza la velocità dell’otturatore;
  • ISO: per ottenere immagini nitide che non risentano di un eccessivo rumore è consigliabile non aumentare troppo la sensibilità ISO, neanche in condizioni di luce scarsa. L’ideale è rimanere intorno a ISO 400, ed è sconsigliato andare oltre i 1600 ISO, a meno che non si possieda una fotocamera professionale con una gestione del rumore eccellente;
  • Diaframma: in questo genere di fotografia si preferiscono obiettivi molto aperti e luminosi, con diaframma sotto f/3.5. Questo permette di far entrare più luce nella fotocamera e di gestire la profondità di campo in modo creativo. Con aperture di f/2.8, f/1.8 o f/1.4 si potranno creare piacevoli effetti sfocati e bokeh;
  • Velocità/Tempi di esposizione: se scattate senza treppiede, per evitare di ottenere immagini mosse è importante utilizzare velocità sotto 1/40 secondi. Nel caso di buone condizioni di illuminazione impostate la velocità dell’otturatore a 1/80 o più. Se invece utilizzate un treppiede potete sperimentare anche tempi di esposizione più lunghi;
  • Bilanciamento del bianco: anche se tutti i parametri corrispondenti sono stati impostati correttamente, può capitare che l’immagine risulti comunque cromaticamente distante dal reale. Le luci di case e ristoranti tendono generalmente al giallo e, se il nostro occhio compensa automaticamente, il sensore della fotocamera non è arriva a tanto. Per ovviare a questo problema bisogna intervenire sul bilanciamento del bianco. Molte fotocamere permettono di personalizzare il parametro scattando una foto a un oggetto bianco o grigio che faccia da riferimento. In alternativa è sempre possibile usare il bilanciamento del bianco automatico e fare qualche aggiustamento in postproduzione.

Composizione: l’importanza del contesto

Se normalmente la composizione è un fattore importante, nel caso della food photography è fondamentale. L’inquadratura e l’angolazione sono aspetti che vanno sempre tenuti in considerazione, ma in questo caso hanno un ruolo determinante anche gli elementi collaterali. Scelta del piatto, sfondo, colori del cibo, contrasti, tutto incide sul risultato finale e va soppesato con attenzione.

In base a ciò che state fotografando decidete la prospettiva da cui immortalarlo. Una pizza rotonda forse si esprimerà al meglio se ripresa dall’alto, una coppa di gelato sarà valorizzata da un’angolazione più tridimensionale, come un angolo di 45°. Un club sandwitch che si sviluppa su più livelli potrebbe essere ripreso frontalmente per evidenziare la stratificazione, mentre per una cheescake alle fragole ci si può concentrare sul dettaglio della decorazione. Non c’è una regola, bisogna provare sul campo, ricordando che anche il cibo, come le persone, ha il suo lato migliore. Sta al fotografo valorizzarlo.

Il bello della food photography è che consente di dare libero sfogo alla creatività. Allestendo il set ci si può sbizzarrire, ma per portare la fotografia a un livello superiore evitando disastrose cadute di stile ci sono alcuni fattori da tenere a mente.

  • Scelta delle stoviglie: piatti, bicchieri e posate vanno scelti con cura. Da evitare le decorazioni e i colori troppo accesi, perché tendono a sviare l’attenzione dal soggetto principale. Giocate con i contrasti in modo da far risaltare le pietanze. I piatti quadrati e rettangolari sono belli, è vero, ma in foto risultano spesso trapezoidali o distorti. Meglio optare per un classico piatto tondo. Suggerimento utile: invece di un piatto di dimensioni normali utilizzate quello più piccolo da insalata. Richiede una minore quantità di cibo per essere riempito (quindi meno sprechi) e la porzione sembra più abbondante (quindi più piacevole esteticamente);
  • Accessori: tovaglie, tovaglioli, taglieri, condimenti,… Utilizzate gli elementi più appropriati per dare personalità e carattere all’immagine. Anche qui i colori vanno scelti con criterio e anche qui bisogna ricordare che ad essere protagonista è il cibo, quindi no agli eccessi;
  • Decorazioni: anche se il filetto che state fotografando è buono e succulento, sul piatto da solo sembrerà un po’ triste. Aggiungete una foglia d’insalata, un tocco di colore che ravvivi il piatto. Decorazioni, salse e condimenti possono cambiare radicalmente l’immagine;
  • Sfondo: anche lo sfondo è importante. Per non distogliere dal soggetto principale uno sfondo neutro, bianco o nero, va sempre bene. Se cercate toni più caldi provate con il legno, e per dare alle immagini un aspetto più casalingo e confortevole usate colori caldi e tovaglie;
  • Aspetto del cibo: quello che state fotografando deve sembrare appetitoso, fare gola a chi lo guarda invogliandolo a mangiare. Per questo il cibo deve avere un aspetto fresco, come appena sfornato. Si consiglia dunque di essere rapidi e di non far aspettare troppo il cibo quando è pronto. Alcuni trucchi utili sono: utilizzare dell’olio sui cibi caldi, non usare troppo condimento sull’insalata per evitare che risulti unta e pesante, e cuocere poco le pietanze per dar loro un aspetto più luminoso.

Postproduzione: consigli e accorgimenti per migliorare la resa

Spesso non basta scattare come si deve per ottenere delle foto “wow”. Photoshop e Lightroom possono essere dei validi collaboratori per aggiustare alcuni dettagli in fase di editing. Per non rischiare di perdere in qualità è fondamentale ricordare di scattare in formato Raw.
Per la food photography i parametri più critici sono:

  • Bilanciamento del bianco: come abbiamo visto, se si scatta con il bilanciamento del bianco automatico potrebbe essere necessario intervenire in postproduzione per evitare di avere un’immagine troppo gialla;
  • Contrasto, luminosità e saturazione: regolando questi valori si può migliorare ulteriormente l’immagine. L’ideale è far sì che colpisca l’attenzione di chi guarda, senza però risultare artefatta o innaturale. Consigliamo quindi di intervenire su colori e contrasti con moderazione, cercando di trovare il giusto equilibrio.

5 fotografie del cibo da vedere

Vediamo ora 5 esempi pratici selezionati dai migliori food photographer online di cosa è possibile realizzare con un po’ di tecnica, ingegno e creatività.

#1 Oysters: contrasti e colori accesi. Fotografo: Bobby Doherty

ostriche

 

#2 Clam Fritter: realismo e quotidianità con un tocco patinato. Fotografo: Davide Luciano

clam fritter

 

#3 Eggs: toni pacati, colori tenui e delicati per le uova più eleganti di sempre. Fotografo: Jonathan Gregson

eggs

 

#4 Oriente: sfondo scuro e grande contrasto per un piatto dal sapore orientale. Fotografo: Jonathan Raho

Oriente

 

#5 Macarons: un esercito di macarons in scala cromatica. Fotografa: Agnese Gambini

macarons